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CERCA PSICOTERAPEUTA

Assertività

Quando dico “NO” mi sento in colpa: Impara a Piacersi

A tutti può succedere di non sentirsi soddisfatti del comportamento emesso nelle diverse occasioni sociali.
Spesso ci domandiamo: “Ho fatto la cosa giusta o avrei potuto comportarmi diversamente?”.
Molti di noi hanno difficoltà nel gestire le critiche o nel dichiarare i propri sentimenti e stati d’animo.
Queste ed altre situazioni possono creare un elevato stato di tensione e disagio.

Ma quali comportamenti possono essere considerati adeguati?

Il nostro comportamento non è una costante come l’altezza o il colore degli occhi ma è frutto di apprendimento. Se abbiamo imparato a subire o aggredire gli altri, perché non imparare a comunicare in modo più funzionale?

È proprio questo l’obiettivo che si pone il Training Assertivo, ampiamente usato in Terapia Cognitivo Comportamentale.
Questa diffusione è dovuta al fatto che più del 70% delle persone riportano problematiche di origine sociale o interpersonale.

Individuare le caratteristiche degli stili di comportamento passivo, assertivo e aggressivo è il primo passo per chi desidera riuscire a modificarsi e interagire in modo più efficace. L’articolo offre una breve panoramica per iniziare.

Stili di Comportamento

Lo stile di comportamento PASSIVO

Un amico ci fa una richiesta, vorremmo rifiutare, ma diciamo ugualmente di sì.
Ci fanno un complimento, proviamo disagio e non siamo in grado di rispondere.
Al ristorante ci portano del vino cattivo e noi non lo rimandiamo indietro.
Un conoscente fa un’affermazione che noi non condividiamo, vorremmo dire il nostro punto di vista, ma non lo facciamo.
Un superiore critica il nostro operato, vorremmo avere maggiori chiarimenti ma rimaniamo in silenzio.
Subire gli altri, non essere in grado di esprimere la propria opinione, avere difficoltà nel prendere decisioni, pensare che gli altri siano migliori di noi, avere paura del giudizio degli altri e richiedere la loro approvazione, non essere in grado di rifiutare una richiesta; tutto ciò indica uno stile di comportamento “passivo”.
A volte accade che la persona passiva emetta dei comportamenti “aggressivi”, per sentirsi, subito dopo, in colpa e quindi tornare a comportarsi passivamente. Subire gli altri crea un elevato senso di frustrazione: la persona si sente impotente e tende a isolarsi.

Tra le caratteristiche principali dello stile di comportamento passivo annoveriamo:

  • Subire gli altri.
  • Avere difficoltà nel fare e rifiutare richieste.
  • Avere difficoltà nel fare o accettare complimenti e nel comunicare agli altri i nostri sentimenti.
  • Avere bisogno dell’approvazione altrui.
  • Dipendere dal giudizio altrui.
  • Avere paura di sbagliare.
  • Ritenere che gli altri siano migliori di noi.
  • Provare disagio alla presenza delle persone che non conosciamo bene.
  • Avere difficoltà nel prendere decisioni.
  • Provare spesso sensi di colpa nei confronti degli altri

Lo stile di comportamento AGGRESSIVO

Al contrario, frasi del tipo: “È possibile che tu non sia in grado di fare nulla di buono?”; “Io mi aspettavo ben altro da te”; “Se tu mi fossi realmente amico ti comporteresti in un altro modo”; “Tu sai quanto ti voglia bene e ciò che sto dicendo è solo per il tuo bene”; “Nel dire queste cose so di essere nel giusto”; “Le cose non vanno bene sul lavoro e ciò è dovuto al fatto che ho dei collaboratori incapaci”, sono indice di uno stile di comportamento aggressivo.

Fare violenza ai diritti altrui, attribuire i propri errori agli altri, iper-valutarsi, non accettare il punto di vista altrui, non cambiare la propria opinione neanche davanti all’evidenza dei fatti, colpevolizzare e inferiorizzare gli altri, arrogarsi il diritto di giudicare; sono comportamenti tipici della persona “aggressiva”.

Riassumiamo le principali caratteristiche della persona aggressiva:

  • Si iper-valuta.
  • Non sbaglia mai
  • Ha sempre ragione
  • Colpevolizza e giudica gli altri.
  • Non si scusa.
  • Non cambia l’opinione.
  • Non ascolta.
  • Vuole che gli altri si comportino come fa piacere a lei.
  • Interrompe frequentemente l’interlocutore.

Lo stile di comportamento ASSERTIVO

La persona “assertiva” si colloca tra l’aggressivo e il passivo. È colei che non fa violenza sugli altri e non permette che gli altri siano aggressivi nei suoi confronti.

Non li subisce. L’assertivo accetta il punto di vista altrui, è pronto a modificare la propria opinione, non pretende che gli altri si comportino come fa piacere a lui, rispetta gli altri, non è possessivo e non giudica.

È un comportamento “assertivo” usare l’“io”, è aggressivo usare il “tu”. Possiamo dire: “Non mi piace. Non ho voglia. Non mi trovo a mio agio”: stiamo comunicando sensazioni che proviamo noi, e questo è corretto. È aggressivo dire: “Tu mi fai stare male. Tu non mi capisci”: stiamo attribuendo ad altri il nostro disagio, quando invece il disagio è “nostro”.

Vi chiederete se esista realmente una persona assertiva. Vi sarà di certo capitato di trovarvi con qualche persona con cui vi sentivate a vostro agio, con cui potevate parlare liberamente senza paura di sentirvi giudicati e potevate esprimere la vostra opinione senza timore di essere criticati o aggrediti. Se avete incontrato questo tipo di persone allora sapete che, anche se in minima percentuale, il tipo di persona assertiva esiste.

La distinzione tra i vari stili di comportamento (passivo, aggressivo, assertivo) è, in se stessa, di natura prevalentemente teorica. Spesso noi slittiamo tra un comportamento e l’altro. In una determinata situazione possiamo essere assertivi e in un’altra aggressivi. Una persona può essere assertiva sul lavoro avendo appreso che l’essere aggressivi presenta più spesso una serie di svantaggi.
Ma, la stessa persona quando arriva a casa, potrebbe emettere comportamenti aggressivi nei confronti dei familiari. Il nostro comportamento tende, quindi a essere situazionale.

Subire o aggredire gli altri può generare frustrazione e disagio. È quindi importante apprendere un diverso stile di comportamento, più equilibrato, che ci permetta di migliorare i nostri rapporti interpersonali.

A quasi trent’anni dalla prima pubblicazione, “Piacersi non piacere” (1987), il long-seller del professor Enrico Rolla, rimane uno dei libri di riferimento per chi desidera intraprendere un percorso per migliorare l’efficacia interpersonale e apprendere tecniche di comunicazione funzionali.

Autori Articolo

Enrico ROLLA – Direttore Istituto Watson, Torino – Centro di terapia e scuola di specializzazione ministeriale post lauream

Sonya SABBATINO – Istituto Watson, Torino – Centro di terapia e scuola di specializzazione ministeriale post lauream

Contatti:
Istituto Watson, c.so Vinzaglio 12 bis, Torino; Tel.: 011 56 111 02; Email: info@iwatson.com; Site: www.iwatson.com

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Nella sezione “CERCA PSICOTERAPEUTA” è possibile sezionare la regione e la provincia di interesse e filtrare la ricerca sulla base del problema di cui si soffre.

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Riferimenti bibliografici

  • Smith, M.J. (1979). When I say NO, I feel guilty: how to cope using skills of systematic assertive Therapy. New York: Dial Press.
  • Rolla, E. (1987). Piacersi non piacere. Torino: SEI. Ultima Edizione (2016). Torino: Istituto Watson Edizioni.
  • Rolla, E. (2016). Mollo l’osso. Come liberarci dai guinzagli interiori. Torino: Istituto Watson Edizioni.

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