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"Membro della European Association for Behavioural and Cognitive Therapies EABCT"

CERCA PSICOTERAPEUTA

Sopraffatti dalla Rabbia?

“L’ira è velocissima: ti assale e se ne va quasi senza che tu te ne accorga. In genere, può impossessarsi di te in situazioni che consideri molto ingiuste o che minacciano il tuo benessere.”

Cristina Nunez Pereira

La Rabbia e’ un Emozione

La rabbia è un’emozione di base, filogeneticamente determinata, uno stato affettivo intenso che si attiva in risposta a diversi stimoli interni o esterni all’individuo e all’interpretazione cognitiva che vi attribuiamo.
Si tratta di un’emozione a base innata, con funzione adattiva che tuttavia può diventare causa di sofferenza per il soggetto quando la sua intensità è molto elevata e si protrae a lungo, talvolta compromettendo le relazioni sociali e sfociando in azioni dannose.

È possibile interpretare la rabbia come un processo che vede il susseguirsi di alcune fasi – inizio, durata e attenuazione – a cui si accompagnano modificazioni fisiologiche dovute all’attivazione del sistema nervoso autonomo che ci prepara all’azione come l’aumento del battito cardiaco, della tensione muscolare e la sensazione soggettiva di calore e irrequietezza, e altrettante modificazioni comportamentali simili a quelle osservate negli animali a livello mimico e corporeo.

Quando ci arrabbiamo la nostra espressione facciale si modifica: aggrottiamo violentemente le sopracciglia, scopriamo e digrigniamo i denti e stringiamo le labbra.
La rabbia può essere interpretata come un costrutto multidimensionale (Novaco 1978, 1997; Howels 1998) costituito da:

  • il dominio fisiologico: ovvero l’attivazione generale, che è tanto più intensa e duratura quanto più riteniamo di non possedere gli strumenti adatti a fronteggiare gli eventi minacciosi;
  • Il dominio cognitivo: ovvero i pensieri automatici, le credenze e le immagini che si generano;
  • Il dominio fenomenologico: ovvero la consapevolezza soggettiva;
  • Il dominio comportamentale: ovvero il linguaggio del corpo e le espressioni facciali.

Tra questi, la dimensione cognitiva gioca un ruolo cruciale nell’esperienza della rabbia.
Quando ci troviamo difronte ad un evento per noi elicitante, ad esempio l’essere trattati male da qualcuno, i pensieri negativi che si attivano automaticamente rinforzano le nostre emozioni negative, rischiando di sfociare in azioni distruttive (Beck, 1999).

rabbia

Cosa ci fa Arrabbiare?

Nel 1977, lo psicologo Izard ha identificato alcune possibili cause della rabbia. Tra queste vi sono: essere trattati male, essere costretti a fare qualcosa contro la propria volontà, essere abbandonati, delusi, traditi, sapere di essere odiati, essere oggetto di attacchi fisici o verbali, essere criticati, sentire di aver fallito, vedere andare male i propri progetti, assistere ad azioni stupide o violente e fare qualcosa che non viene apprezzato. In ciascuna di queste condizioni, l’attivazione della rabbia avviene quando interpretiamo un evento come di ostacolo al perseguimento dei nostri obiettivi o quando riteniamo di aver subito un torto (D’Urso & Trentin, 2001).

La variabile cognitiva, pertanto, risulta essere determinante: è il modo in cui percepiamo ed interpretiamo uno stimolo ad attivare la rabbia (Novaca, 1975).
All’interno di questo delicato processo giocano un ruolo fondamentale anche le valutazioni che facciamo circa la responsabilità, l’intenzionalità e la consapevolezza che attribuiamo alla persona che compie un’azione ingiusta: la rabbia si attiva tutte le volte che pensiamo di aver subito un torto intenzionale, malevolo, immotivato e compiuto da qualcuno che riteniamo indesiderabile (Averill 1982).
Inoltre, vittime di un errore fondamentale di attribuzione, spesso tendiamo a rintracciare le cause del comportamento altrui nelle loro caratteristiche di personalità, sottovalutando i fattori situazionali, e compiendo attribuzioni di responsabilità molto più spesso interne che esterne (Jones & Davis, 1965; Jones & Harris, 1967; Ross, 1977).

Scopi e funzioni della rabbia

La condotta dell’essere umano è, secondo la teoria cognitiva, regolata da scopi, vale a dire da stati desiderati, impliciti o espliciti, che l’individuo cerca di raggiungere o evitare.

Ma quali sono gli scopi della rabbia?

Secondo Tangney (2002), esistono diversi scopi che sottostanno alla rabbia:

  • scopi costruttivi: volti a modificare il comportamento dell’altro al fine di ottenere qualcosa per sé, a rafforzare il rapporto con l’altra persona o ad asserire la propria libertà;
  • scopi malevoli: volti ad interrompere o peggiorare il rapporto con l’altro, a vendicarsi per un torto realmente subito o percepito, ad esprimere odio o disapprovazione;
  • scopi evasivi: volti a diminuire l’intensità della rabbia attraverso l’aggressività.

Sperimentiamo la rabbia ogni qualvolta ci imbattiamo in un ostacolo per il raggiungimento dei nostri obiettivi o quando riteniamo che i nostri diritti siano stati violati; è altresì vero che ci arrabbiamo quando percepiamo minacciata la nostra autostima o la nostra immagine sociale: emerge così la funzione adattiva della rabbia, che risiede nell’istinto di difendersi per sopravvivere all’ambiente in cui ci troviamo.
Infine, tra le funzioni collegate alla rabbia vi è quella di stabilire una gerarchia: così come nel mondo animale anche nelle società umane si crea la necessità di definire una gerarchia tra appartenenti alla stessa specie (Catelfranchi, 1998).

La rabbia funge pertanto da campanello di allarme, determinando una mobilitazione orientata ad affrontare o eliminare la fonte della minaccia!

Come gestire la rabbia? Alcune tecniche

Attualmente l’approccio risulta una delle terapie più efficaci, supportate dalla ricerca scientifica.

Nella gestione della rabbia, aiuta la persona a essere consapevole dei contenuti del pensiero disfunzionali, a modularli e modificarli, lavorando sul cambiamento del comportamento conseguente.
Questo fa sì che l’individuo riesca a far fronte agli eventi della vita in maniera più efficace promuovendo il proprio benessere psico-fisico.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale si serve di molteplici tecniche che possono aiutare nella gestione della rabbia:

  • Il Problem Solving, il quale, applicato al trattamento della rabbia, ne diminuisce l’intensità grazie allo spostamento dell’attenzione sulla soluzione del problema, andando ad aumentare i comportamenti funzionali.
  • L’Esplorazione di alternative, che consiste nel formulare prospettive alternative rispetto a quelle che la persona sviluppa e nell’analisi dei pro e dei contro di un evento, andando a differenziarli nel breve e nel lungo termine. Questa tecnica è finalizzata a tener conto delle conseguenze più o meno immediate che la rabbia può attivare nel soggetto.
  • Il Training Assertivo, che si dimostra efficace nella gestione della rabbia poiché consente di allenare il soggetto ad esprimere chiaramente emozioni, opinioni e bisogni, affermando i propri diritti ma senza esprimerli con agiti aggressivi. Questo trattamento si è dimostrato efficace nel produrre un aumento dell’autostima e un senso di efficacia personale nelle interazioni sociali.
  • La Ristrutturazione Cognitiva, che lavora sulla messa in discussione dei pensieri disfunzionali sottoponendo in analisi il pensiero e la categoria a cui esso appartiene andando, dunque, aa esaminare in maniera obiettiva la realtà ponendosi una serie di interrogativi ad esempio “questa rabbia serve ad evitare le difficoltà che incontro con gli altri?”.
  • Apprendimento di Tecniche di Rilassamento e Controllo del Respiro, sono delle azioni volontarie per regolare e gestire gli stati emotivi. Hanno come obiettivo primario alleviare l’individuo dalla tensione e ristabilire il suo equilibrio psicofisiologico.

Inoltre, in continuità con la tradizione cognitivo-comportamentale si sono sviluppate le cosiddette psicoterapie di terza generazione, le quali sottolineano l’importanza di alcuni aspetti centrali nel processo terapeutico: l’uso della mindfulness, l’accettazione, i propri valori personali e le relazioni.
Un esempio di “psicoterapie della terza onda” applicato al trattamento della rabbia è l’ACT (Acceptance and Commitment Therapy) (Hayes, Strosahl & Wilson, 2012), in cui uno degli obiettivi fondamentali è quello di incrementare la flessibilità psicologica (Hayes, 2005).
In accordo con questo modello, alla base delle difficoltà di regolazione della rabbia si trova l’assenza di flessibilità psicologica, definita come la capacità di restare consapevolmente in contatto con il momento presente e conservare o modificare un comportamento in funzione dei valori scelti.
Gli studi condotti finora indicano che livelli minori di flessibilità correlano con maggiori difficoltà nella gestione della rabbia e che l’incremento della flessibilità psicologica tramite interventi ACT è in grado di migliorare la gestione della rabbia (Ciarrochi et al., 2010).

In conclusione, è possibile affermare che la mindfulness associata al protocollo CBT renda ancora più efficaci gli interventi per le difficoltà connesse alla rabbia e all’aggressività (Deffenbacher, 2011; Pellegrino, 2012).

Autrice Articolo

psicologa sport

Michaela Fantoni
Titolare Centro Elpis, Centro Multidisciplinare per la salute e il benessere psicofisico. Psicoterapeuta, si occupa dei Sono titolare del Centro Elpis, Centro Multidisciplinare per la salute e il benessere psicofisico sul Lago Maggiore a Ispra (VA) dove coordino una equipe di 26 professionisti con competenze diversificate al servizio del singolo. Psicologa, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, mi occupo dei principali disturbi dalla prima infanzia alla terza età, sono docente e supervisore delle scuole di specializzazione post universitaria e componente della commissione supervisori AIAMC. Consulente in ambito scolastico su progetti educativi, mi occupo di DSA, ADHD e plusdotazione. Sono responsabile dell’ equìpe n. 17 ASL Varese, Regione Lombardia, soggetti autorizzati a effettuare prima certificazione diagnostica valida ai fini scolastici secondo quanto previsto dalla L.170/2010. Terapeuta EMDR (Eye Movement and Desensitization Reprocessing), per la rielaborazione degli eventi traumatici e Hig Perfomance Ho una specializzazione in psicologia dello sport. Dal 2019 sono la psicologa di AC Milan e responsabile dell’area psico-pedagogica del settore giovanile maschile, femminile e della Serie A femminile. Da Pechino ad oggi ho sempre avuto atleti alle Olimpiadi. Ho fatto parte del Team Olimpico Londra 2012 come componente della commissione sanitaria Federazione Italiana Canottaggio. Sono stata la psicologa responsabile del Progetto AcquaRio, per la preparazione di nuotatori paralimpici per le Olimpiadi di Rio 2016. Da allora sono la psicologa della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico. Insegno e sono tra i Responsabili al Master in Psicologia dello Sport e degli Esports Mindroom Nei percorsi di formazione porto in azienda le mie esperienze finalizzate al benessere e all’incremento della perfomance individuale e del gruppo attraverso la formazione tradizionale, esperienziale, sport outodoor e percorsi di coaching
 Federica Schianni
Dott.ssa in Psicologia dello Sviluppo e Processi di Tutela, laureata presso l’Università Cattolica del Sacro cuore (MI), ho ricevuto una formazione post lauream afferente l’area clinica e dello sviluppo presso il Centro Elpis di Ispra (VA) con un approccio di stampo cognitivo comportamentale. Da sempre interessata all’intervento in situazioni di natura traumatica ho recentemente conseguito un master in psicologia dell’emergenza. Attualmente mi sto specializzando nell’ambito psicologico giuridico.

Beatriz Sophia Binda Dott.ssa in Psicologia Clinica, laureata presso l’Università Vita-Salute San Raffaele (MI), ho condotto il tirocinio formativo post lauream inerente all’area clinica e dello sviluppo presso il Centro Elpis di Ispra (VA) con un approccio di stampo cognitivo comportamentale. Da sempre interessata allo sport e ad interventi di preparazione mentale in campo ho recentemente conseguito un master in psicologia dello sport. In procinto di intraprendere un percorso formativo preso la scuola di formazione in psicoterapia comportamentale e cognitiva, ASIPSE s.r.l.


Star Bene si Può! Centro Multidisciplinare per la salute e il benessere psicofisico
Via Marconi 278, 21027 Ispra (VA) www.centroelpis.it e-mail: info@centroelpis.it

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    Riferimenti bibliografici

    • Novaco 1978, 1997; Howels 1998

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